COMUNE DI ALES

 

ESSERI FANTASTICI, SCARAMANZIA ED ALTRO

INDICE

Cicli agrari

Tradizioni religiose

Cucina

Esseri fantastici

Riti scaramantici

 

Mestieri

Medicina popolare

Modi di dire

Il costume locale

ESSERI FANTASTICI RITI SCARAMANTICI

(a cura di Silvia Zucca Angela Maria Serra, Sabina Puxeddu)

 

È possibile esercitare un potere magico sulla pioggia per farla cadere o per farla cessare pregando. Si diceva che portando fuori dalla nicchia la statua della Madonna posta dietro l’Altare Maggiore della Cattedrale, si scatenavano furiosi temporali. Ancora oggi infatti si evita di toccarla.

Si faceva la processione con i Santi, in special modo Santo Isidoro, Santo Simeone e Sant’Antioco. Una volta è stata portata in processione la Madonna Nostra Signora Bonacatu (Bonarcado) che stava nella chiesa di San Sebastiano e che non veniva mai festeggiata.

Si faceva la processione con s’ostensoriu nelle quattro entrate del paese.

Per placcare s’ira (la bufera), provocata dal demonio, si cantavano is paraula mannasa

Il Sabato Santo si metteva sul tetto u munzioi, questo avrebbe protetto la casa dai temporali per tutto l’inverno.

Per far piovere si faceva la processione ,nel paese, con un santo che di solito non veniva festeggiato;

per farla cessare si diceva la preghiera a Santa Barbara e a San Giacomo oppure si accendevano le candele benedette e si pregava.

Inoltre in primavera si faceva una processione nelle quattro entrate del paese (verso Pau, verso la stazione di Curcuris, verso Morgongiori e verso Zeppara) per benedire le campagne e il raccolto.

Ricordo che in tempo di guerra soprattutto si portavano due o tre santi in processione perché l’aria inquinata dalle bombe non permetteva alla pioggia di cadere (s’aria si zaccada). A queste processioni partecipavano tutti i canonici e tanta gente e si recitavano le Litanie dei santi o rogazioni, le persone che abitavano vicino a questi incroci preparavano degli altarini.

Durante i forti temporali, affinché venissero protetti soprattutto i contadini che si trovavano in campagna, si accendevano delle candele e si recitava questa preghiera: Sant’Abrara, santu Jaccu, chi potaisi is kraisi de s’acqua, chi potaisi is krais de xeu, no toccheisi fillu allenu, ne in domu ne un su sattu, sant’Abrara santu Jaccu.

Quando c’erano dei brutti temporali si dicevano delle preghiere per calmare l’ira di Dio come is paraulleddas: Gesù Cristu kandu nascìada Bellu e bonu mi parrìada Bellu e bonu mi parriaisi Un cereu potaiaisi Un cereu mantenendi E un liburu liggendi E un’anima santa e sacra Fiad Cristu cun sa mamma.

 

 

 

Per prevenire la cattiva sorte o per esorcizzare il male si usava portare qualcosa di verde: i braccialetti verdi, oppure, posta nelle tasche, una foglia verde; toccare le cose o le persone come gesto scaramantico. Per prevenire il malocchio, i neonati inoltre dovevano essere toccati perché più soggetti al malocchio. Le vedove dovevano indossare tutto al rovescio per un periodo di tempo. Non si dovevano soprattutto uccidere i serpenti.

Il rimedio per esorcizzare il male era fare l’Acqua Medaglia. Quest’acqua è preparata con un po’ di sale, del grano e una medaglia con raffigurato un santo, si dice una preghiera (conosciuta solo da chi compie il rito) mentre in mano si tiene la medaglia.

Si tramanda dalla madre alla figlia più piccola ma quest’ultima può compiere il rito solamente quando la madre non è più in grado di farlo.

Anche gli animali potevano essere colpiti dal malocchio. Se dopo le cure del "dottore" non si avevano segni di guarigione egli stesso consigliava di fare l’Acqua Medaglia.

Si faceva l’acqua medaglia po ogai su ogu mau. Oppure si usava sa begia una pietra nera (ossidiana) che assorbiva il malocchio.

Chi partiva per fare il militare o in guerra portava con se come protezione su scrapobariu, consisteva in una piccolo sacchetto contenente un qualcosa di benedetto: un biglietto con scritte delle preghiere e un po’ di ceneri di palma benedetta. Su scropobariu veniva confezionato anche dai preti per i cacciatori , sotto ricompensa, affinché andasse bene la caccia.

Quando si partiva in guerra o per un lavoro considerato pericoloso come protezione si portava una medaglia di un santo o l’immagine raffigurante il Santo Protettore .

Per San Giovanni Battista, le ragazze mettevano, nel cortile, dell’acqua con dentro i petali di rose ed erbe profumate, e con quest’acqua ci si lavava il viso in segno di buona sorte.

Nella culla dei neonati veniva appesa sa begia, una pietra nera, di modo che i malefici non andassero al cuore del bambino ma sulla pietra.

 

 

Per scaramanzia

Per evitare che un lavoro non andasse a buon fine non lo si cominciava né di Martedì né tanto meno di Venerdì.

Non si iniziava nessun lavoro (in particolare non si tagliava la stoffa per confezionare abiti) perché c’era u ora maba. Il maiale si ammazzava o di Sabato o di Domenica.

Prima del matrimonio lo sposo non doveva vedere la sposa. La sposa non doveva sedersi sul tavolo nei giorni precedenti al matrimonio.

La biancheria della sposa veniva portata nella casa nuziale dai parenti stretti (cognate), la sposa infatti non doveva toccare niente.

Il giorno delle nozze gli sposi potevano essere soggetti a su mabi fattu, quindi per evitarlo la sposa doveva fare in modo che lo sposo inginocchiandosi non poggiasse direttamente in terra ma, sul suo vestito.

Riguardo ai bambini: dovevano ,sempre, avere qualche indumento al contrario.

Non si ammazzavano i serpenti.

Non si ammazzava il maiale ne si tosavano le pecore, nei giorni di martedì e venerdì.

 

 

 

Come veniva chiamato il diavolo, e come veniva rappresentato.

Il diavolo veniva chiamato in modi diversi ; S’Aramigu, Su Diau, su Dimoniu, o Coixedda, veniva rappresentato come un animale (cane, gatto, cavallo, volpe ecc), come un caprone, con le corna, le zampe caprine, gli occhi fiammeggianti

Aveva una lunga coda, gli occhi rossi a frocciddasa come Luxia Arrabiosa, era rosso, con le corna e la lingua biforcuta. Veniva anche rappresentato con sembianze umane e parti di animale per esempio i piedi di capra.

Coixeddaera un nomignolo del diavolo e lo si diceva quando spariva qualcosa, non s’intendeva un essere cattivo, diabolico, ma piuttosto un furbacchione dispettoso che faceva andare male le cose.

Gli animali avvertivano la presenza del diavolo e quando questi si rifiutavano di passare

in certi punti era perché ne vedevano l’ombra. A quel punto anche gli uomini prendevano altre vie.

Un informatore racconta che un giorno i suoi buoi, mentre arava, si rifiutarono, fermandosi e agitandosi, di passare in un punto. Quel giorno secondo lui i suoi buoi, in quel punto, avevano visto il diavolo.

Verso l’una del mattino, quando si andava a raccogliere la legna, nel momento in cui si attaccavano i buoi al carro, gli uomini avvertivano la presenza di un cane che saliva e scendeva dal carro, questi pensavano fosse un’anima in pena. Anche davanti alla chiesa del Rosario nota come capelledda, sovente, venivano avvistate anime in pena nelle sembianze di animali.

Vicino a Pubada ( nella zona del cimitero) c’era una pietra dove soleva apparire un uomo in mutande che spaventava tutti, era il diavolo.

In cattedrale, nel 1959 circa, una ragazza di San Gavino era stata esorcizzata da Monsignor Fanni, parlava, ma le sue labbra non si muovevanoe diceva d’essere un prete. Si dimenava alla vista del crocifisso. L’esorcismo riuscì, ma dopo tre mesi la ragazza morì.

Si dice che il diavolo si impossessa delle anime buone.

 

 

L’importanza dell’acqua benedetta

Veniva usata per benedire i bambini quando avevano la febbre alta.

I bambini a causa della febbre si gioganta (avevano le convulsioni), per farli guarire si usava la medaglia de su giogu che veniva bagnata con l’acqua benedetta e posta sulla fronte del bambino.

Si utilizzava per scacciare il malocchio o il demonio accompagnata dalle preghiere.

Le spiridadasa al contatto con l’acqua benedetta pare dicessero oci, cussa a mimi mi increscidie si dimenavano come bestie.

Veniva quindi usata durante gli esorcismi.

Il Sabato Santo si andava in chiesa e si portava a casa un po’ d’acqua benedetta per benedire la propria casa.

Le donne in quel giorno facevano il pane ma nel momento in cui toccanta a Gloriaossia sentivano suonare le campane lasciavano il loro lavoro e con un bastone bussavano a tutte le porte della casa per scacciare il diavolo.


 

 

ESSERI FANTASTICI

 

LUXIA ARRABIOSA

In una campagna chiamata Prabanta, in Mandoisi tra Ales, Morgongiori e Pompu, si trova su frucoi e una tomba che per superstizione veniva chiamata su forru de Luxia Luxia aveva il forno in Prabanta e si diceva che all’interno del forno ci fossero anche due panini.

Esiste una località chiamata Funtà mutta, dove si potevano trovare delle piccole pietre con sopra il segno di un croce, dette su frumentu de Luxia Arrabiosa per la loro somiglianza al pane. La leggenda dice che Luxia faceva il pane. Un giorno disse alla figlia di portarne al padre che si trovava in campagna. Quando la figlia si rifiutò perché doveva fare troppa strada la madre (Luxia) le lanciò il forcone che rimase conficcato nel terreno .

Luxia Arrabiosa, veniva nominata per far paura ai bambini.

È possibile vedere i cavalli ,che trainavano il suo carro, il pane che lei faceva e su frumentu tramutati in pietra furriausu a pedra.

Era d’animo cattivo.

 

SISINNA KOGA

Era una calunniatrice sa traittora, una lingua malefica che augurava il male alle persone.

Si chiamavano così anche le persone che vestivano come le zingare.

Is kogas erano delle vecchie donne che in occasione dei battesimi raccoglievano il cotone intinto d’olio santo che il prete gettava per terra dopo il rito.

Si cospargevano di quest’olio e da quel momento , la notte, volando, andavano dai neonati per succhiare il loro sangue.

Quando una donna partoriva era usanza mettere il treppiedi rivolto verso l’alto in modo che questa strega non venisse a rapire il neonato.

 

SA MUSCA MACCEDDA

Era una mosca grande come una pecora molto pericolosa e stava dentro il castello di Pedra’e casteddu.

Si trovava dentro il castello di Barumele, a Pedra’e Casteddu, e quando si entrava con le candele sa musca le spegneva, così si doveva tornare indietro.

Stava di guardia al tesoro di donna Violante nascosto nel Castello di Barumebi, e faceva morire le persone che cercavano di entrarvi.

Appena qualcuno tentava di scendere lungo una scala che porta dentro il castello veniva attaccato da queste mosche e doveva tornare indietro . Si dice che alcuni siano morti nel tentativo di arrivare al tesoro.

 

SU CARR’E NANNAI E MAMMA FUNTÀ

Quando c’erano dei temporali con tuoni molto forti si raccontava che stava passando Su carr’e nannai ( il carro di nonno) oppure per non far avvicinare i bambini ad un pozzo si diceva che dentro il pozzo c’era "Mamma Funtà" che tirava giù.

 

MOMMOTI

Era un uomo cattivo che mangiava i bambini,lo si nominava per non far andare i bambini in posti pericolosi.


 

 

MEDICINA POPOLARE

 

Su senzu per il mal di stomaco, s’arruda per il mal di pancia.

Le foglie di queste piante si mettevano dentro un pezzo di tela ( bianco) che veniva posto "in sa giridoia" (la paletta) e si faceva scaldare sul fuoco, dopodiché lo si posava sulla parte dolente.

Per il mal di testa si utilizzava sa sinzella pistada" che veniva messa in un pezzo di carta e poi si metteva sulle tempie.

Per il mal di denti "s’impastada sa farra cu acqua e axedu", per i dolori reumatici si usava "su senzu"che si metteva, in un piattino, a scaldare sul fuoco, poi lo si riponeva in un fazzoletto e successivamente si posava sulla parte dolente.

Su senzu" (pare che questa pianta sia nata dove la Madonna stendeva i panni di Gesù Bambino) e le foglie del rovo "s’arrù"

Si faceva il decotto d’entrambe poi si facevano gli impacchi per dolori di vario di genere con "su senzu" e con "s’arrù" per i dolori reumatici.

Per il mal di denti si usavano "I s’anghissua" messe nella guancia in corrispondenza del dolore, e succhiavano il sangue e quando erano sazie si staccavano da sole.

Per il raffreddore si facevano i "s’affumentusu" con candele benedette.

Si usava "su cannaioi",la gramigna, per aumentare il flusso del sangue, "su arrudrabiu" per farla diminuire.

Per far passare le irritazioni del viso, alle donne in menopausa, si usava il fiore del sambuco.

In caso di emorragie si usava un erba comune che cresceva nelle cunette , "sa pabieda".

Queste erbe si assumevano sottoforma di decotto.

Veniva utilizzata spesso " sa Nabredda" un’erba dalla foglia larga ,per fare unguenti. Oppure "su Proicristi" pestata e mescolato alla farina, veniva utilizzata per alleviare i vari dolori.

Quando si veniva pizzicati da un ragno che noi chiamiamo "S’argia" per guarire dal veleno si doveva ballare, suonare se il ragno era colorato cioè nubile, oppure si doveva cantare ("attittai") se era nero cioè vedova.

Per curare il raffreddore si facevano "is affumentusu" con incenso e zucchero gettati sulla brace e respirati, inoltre si usava mettere un mattone caldo sul petto e sui piedi.

Per il mal di denti si masticava "su spiccu", il rosmarino, si metteva nel dente "sa mendua rocca", (….) oppure s’impastava la farina con il vino nero, "sa podda" e si applicava sulla guancia.

Per il mal di testa si faceva "sa cucchedda" con la lumaca ben tritata poggiata su un pezzo di carta e applicata sulle tempie.

Per curare la malaria si doveva bere il decotto di papavero, per la pressione alta il decotto veniva fatto con "s’arrucrabiu", la smilace.


 

 

Come viene preannunciata la morte

L’ululato continuo dei cani preannuncia generalmente una disgrazia.

Su carri de sa motti".Il carro passava la notte e portava via anche le persone vive che trovava per la strada. Questo carro veniva trainato dal diavolo.

Si diceva che prima che una persona morisse si sentiva passare un carro molto rumoroso "su carr’e sa morti". Oppure in "Cappelledda" ( chiesa della Madonna del Rosario), usciva un grosso cane legato a una catena, che poi scompariva nel nulla: Pare che fosse un’anima in pena.

Quando i cani ululano insistentemente, e quando si sognano bambini molto piccoli.

Quando i cani ululano a lungo preannunciano la morte di qualcuno.

Quando la gallina cantava con il verso del gallo ,"a boxi de caboi", preannunciava una disgrazia e quando questo avveniva gli anziani, per allontanarla, usavano piantare in terra una forcina per i capelli.

Quando i cani piangono, o quando il gallo canta a un ‘ora insolita.

Oppure un cane con una grossa catena appariva in "Cappelledda" , dove prima c’era un cimitero, e correva fino al cimitero di Santa Maria facendo un gran rumore con la catena che portava al collo.Infine si diceva che la morte veniva preannunciata da "su Carr’e sa morti"

 

 

 

Fonti, sorgenti, pozzi o ruscelli con facoltà terapeutiche

L’acqua della sorgente di Pepi Pausi veniva usata per la febbre e la malaria.

"Sa mitza e sa Tellura "chiamata "sa mitza de Pepi Pausi"e "sa mitza e Giagrui".

"Sa mitza e sa Tellura" la sua acqua era salutare per chi aveva la febbre.

Nelle campagne di Zeppara c’era un pozzo con le pareti rifinite in pietra che veniva considerato sacro (non si conosce il motivo).

L’acqua di "cadresa" diuretica e digeribile.

La sorgente di "Cadreas" faceva bene alle persone che soffrivano di calcoli, e "Su Cungiadeddu" era una fonte la cui acqua si utilizzava per far cuocere meglio i legumi,"su lori".

Si, ricordo che attingevamo l’acqua da un fonte chiamata "Sa mizza de Peppi Pausi". Quest’acqua era talmente leggera che faceva bene per la malaria . Quando avevo i bambini piccoli mi venne un attacco di calcoli renali e il medico mi consigliò di bere acqua di "Cadreas" .

 

 

 

Esseri che provocano incubi o che aggrediscono durante il sonno

Quando ci si svegliava per un brutto sogno si dicevano tre Ave Maria.

S’ammuttadora" rendeva incapaci di parlare e di muoversi

Per allontanarla si cantava questa canzone:

Santu Sisinni Ninnai, sola sola mi crocai, sola sola mi dromì , a nemmusu a no timì, a chi mada muttai, scuru danta a nai. Scuru che in buca,origa de stuppa,e mau de folla e figu,

pei de ottigu ada benni nottesta, che muru torridi a cuguru,che sa folla era tittirighi e pera,

tittirighi e tostidi,e a mei no tocchidi fia chi anta a cantai tre scabois e tre santusu,

Gloria Pater Fillu e Spiritu Santu.

 

 

Festa di San Giovanni

Si faceva il falò (fuoco santo) dove venivano bruciati stracci, scarpe vecchie ecc., bruciando emanavano degli odori sgradevoli che allontanavano i rettili dal paese, inoltre si faceva l’acqua con fiori e erbe profumate.

Ci si lavava con acqua S’acqua e is frorisi in cui la sera prima erano state immerse erbe e fiori profumati e ci si lavava per prevenire le malattie della pelle.

 

 

I morti tornano sulla terra per custodire i tesori nascosti

Tornano sulla terra quando sono anime in pena. Hanno le sembianze che avevano in vita

Possono essere anime in pena che tornano a cercare aiuto per rimediare a un errore commesso in vita, oppure sottoforma di animale.

A "Crachera", tra Ales e Zeppara ,da mezzanotte in poi, appariva un cane con una grossa catena, era il custode di un tesoro nascosto.

Un informatore ha sentito raccontare di un servo pastore che un giorno mentre si recava al gregge vide una pecora lievitare sopra una grande quercia, pare fosse l’anima della proprietaria del gregge.

Un altro informatore racconta: << Una volta, mentre raccoglievo le olive, ho visto un cane sporco di fango che mi fissava come se avesse voluto dirmi qualcosa, io cercai di scacciarlo ma non voleva andarsene. Tornai a casa e ricevetti la notizia che mia moglie, che si trovava all’ospedale era stata dimessa. Allora pensai che forse quel cane era un’anima buona che portava una buona notizia>>.

Ad Ales , quasi tutti i preti che morivano venivano poi rivisti da qualcuno , oppure sentivano degli strani rumori nelle case dove essi avevano vissuto. Questo succedeva anche quando moriva una persona ricca, qualcuno le rivedeva gironzolare a cavallo. Si diceva che anche queste fossero anime in pena.

Un’informatrice racconta: <<Quando ero piccola non ci parlavano degli spiriti per farci paura , però io ricordo di averli sentiti da bambina nella stalla dei buoi. Poi sentivo delle persone che pestavano le mandorle a ore insolite in locali disabitati, oppure una volta mentre dormivo mi svegliò un rumore che proveniva dal solaio , come di persone che misuravano il grano>>.

A volte gli spiriti dei ricchi tornano perché vogliono che una persona prescelta fra i vivi, trovi il loro tesoro in modo che essi se ne liberino e possano riposare in pace.

Le anime di persone morte in incidenti o di persone cattive apparivano sottoforma di mosconi.

Si presentano sottoforma di persone per indicare dove sono nascosti dei tesori , dando indicazioni ai vivi . Questo per dar pace alla loro anima.

 

 

Località, boschi, alberi, presso cui si riunivano esseri, frutto della fantasia popolare

A "Turazzu", sulla strada per Acqua Frida, c’era una grossa pietra tella de pedra dove abitualmente sostavano le persone che tornavano dalla campagna. Un giorno, questa pietra venne rimossa per facilitare il passaggio dei carri, e sotto di essa vennero ritrovate ossa di bambini. Da questo episodio, a distanza di tempo, si sparse la voce che quei bambini erano stati sepolti vivi, e quando si passava in direzione di quella pietra, qualcuno ne poteva sentire ancora il lamento.

A Monte Arci c’era un albero chiamato sa matta de Casu –Spanu dove si riunivano degli spiriti che offrivano delle monete d’oro, d’argento e di bronzo alle persone più coraggiose.