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PREFAZIONE TOPONIMI CARTOGRAFIA

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Etimologia

Toponimi del

 Sommarione

   

Trascrizione fonetica

Riprodotti fedelmente i toponimi nella forma grafica riportata dalle fonti consultate, si č ritenuto opportuno utilizzare la trascrizione fonetica solo per la pronuncia locale dei nomi tuttora attestati, ricorrendo, conformemente al sistema adottato da Paulis (Paulis 1987, pag. 459), ai seguenti segni:  

Vocalismo

é = e chiusa (ital. pera)

č = e aperta (ital. cento)

ó = o chiusa (ital. sole)

ň = o aperta (ital. corpo)

 â, ę, î, ô, ű indicano la nasalizzazione rispettivamente delle vocali a, e, i, o, u.  

Consonantismo

k = occlusiva velare sorda (ital. cane)

c' = affricata prepalatale sorda (ital. cento)

g' = affricata prepalatale sonora (ital. gente)

s' = fricativa prepalatale sorda (ital. scena)

z' = fricativa prepalatale sonora (franc. journal)

ts = affricata sorda (ital. terzo)

dz = affricata sonora (ital. zelo)

Non sono stati menzionati i grafemi utilizzati secondo l'uso italiano, tralasciando, inoltre, l'indicazione dell'articolazione fricativa di -b- (b), -d- (d), -gh- (g) intervocaliche, la sonorizzazione di -s- intervocalica e l'articolazione cacuminale o retroflessa della -dd- proveniente dalla -ll- latina.

Le parole in corsivo sono sarde, come anche le parole straniere (perň precedute dall'abbreviazione che ne indica la provenienza), in maiuscoletto le parole latine, mentre in caratteri normali ma in neretto viene riportata la trascrizione fonetica del toponimo secondo l'odierna pronuncia locale. La traduzione italiana dei vocaboli in lingua sarda č segnata fra virgolette.  

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1.     Acciola: significato ed etimologia oscuri. Che sia da connettere ad accia, "torcia" (dallo spagn. hacha)? Nel Campidano chiamavano accia de bobur (pobur) omini un mazzo di cannucce di saracchio che, acceso, serviva da lanterna alla povera gente. L'origine del toponimo potrebbe attribuirsi alla presenza nella zona, nell'antichitŕ, di questa varietŕ di canna. Potrebbe perň anche essere connesso ad acciobai, "inchiodare", verbo che viene usato anche col significato di risuolare; se accioba significava anticamente "suola", allora il toponimo potrebbe riferirsi al terreno, in parte pianeggiante, che ricorderebbe, appunto, la suola di una scarpa. Si puň anche avanzare un'altra ipotesi; tenendo presente che la terra era di proprietŕ della Chiesa e che era in uso l'espressione accioba 'e predis con riferimento ad un tipo di tacco chiodato di cui erano fornite le scarpe dei preti, si potrebbe pensare che il toponimo sia il residuo di tale espressione usata in modo metaforico e ironico per indicare un possesso ecclesiastico. Pron. loc. Ac'c'ióba.

 

2.     Annobrai: significato ed etimologia oscuri. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

3.     Argiola codina: Argiola singolare da Argiolas (cfr. S'argiola). Codina potrebbe ricollegarsi alle espressioni logudoresi koa/koda (lat. cauda/coda) o koale (masch.) o koalina (femm.) dess'ardzola, che corrispondono al camp. koa de arg'ola, con cui veniva indicato quel che rimaneva nell'aia di pula e di grano dopo la ventilazione. Pertanto kodina sarebbe un derivato da kňa (cfr. rum. codina) e quindi Argiola codina avrebbe il significato di "Mondiglia, vagliatura, residuo di grano nell'aia". Codina significa anche "roccia, macigno; arenaria, luogo arido e pieno di pietre" (Spano, pag. 116). Poiché il luogo da tempo immemorabile č arido e sassoso, e testimonianze locali confermano che comunque veniva usato come aia, il nome del toponimo potrebbe essere interpretato, allora, come "Aia sassosa". Tuttavia non bisogna escludere che codina derivi dal fatto che il territorio in questione fosse la parte finale di una zona piů ampia, il che sarebbe confermato dalla posizione del terreno; in questa accezione il termine č sempre diminutivo di koda. Pron. loc. Az'rňba. kodîa.

 

4.     Argui: significato ed etimologia oscuri. La localitŕ oggi č chiamata Z'regúi (Gergui), toponimo che appartiene alle serie onomastiche preromane di etimologia oscura (Paulis 1987, pag. 432).

 

5.     Aritzadroxiu: potrebbe essere un composto simile a mitzadroxiu, "polla d'acqua", formato dal sost. mitza, "sorgente, polla d'acqua" (di origine punica), e dal suffisso -droxiu (lat. -torius). Se si tiene presente che "ruscello, rigagnolo" si dice anche arritzolu (derivato da riu, lat. rivus) si potrebbe pensare a un termine composto dalla radice arritz- e dal suffisso - droxiu; pertanto come da mitza si č formato mitzadroxiu, con significato pressoché identico alla forma semplice, cosě da un termine originario con la radice arritz- si sarebbe formata una parola dal significato simile. L'ipotesi sarebbe confermata dal fatto che la zona cosě denominata in passato era attraversata da rigagnoli. Pron. loc. Arrittsadróz'u.

 

6.     Attonigu: probabilmente appartiene a quei composti bimembri, tipo Bingioniga, Arangioniga, etc. (cfr. Paulis 1987, pag. XVII), in cui il secondo elemento oniga non č altro che l'esito romanzo dell'aggettivo latino dom(i)nicus, che significava "appartenente al giudice", cioč al dom(i)nus>donnu, titolo che nella Sardegna Medioevale designava l'autoritŕ suprema, appunto il giudice, e le persone piů anziane e per grado piů elevate della sua famiglia. In questo caso il nostro toponimo potrebbe essere il risultato della trasformazione di un termine (su donniku) che indicava dei territori appartenenti ad un donnu. Sia sufficiente ipotizzare una frase del tipo: "ank'est andau? Ad donniku", per comprenderne l'esito finale. Ad avvalorare questa interpretazione la vicinanza della localitŕ Donigala (vedi) e l'attestazione (Mitra 1734), in quei pressi, di un territorio denominato Hortonigu, derivato senz'altro da hortus dominicus, "Giardino appartenente al giudice". Non si puň escludere che Attonigu sia addirittura il risultato della trasformazione fonetica di Hortonigu, con l'assimilazione rt>tt (cfr. murta>mutta) e il passaggio o>a (cfr. orrobis>arrobis) consueti nel dialetto locale. Pron. loc. Attónigu.

 B  

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7.     Barumeli: nome di origine preromana e di etimologia oscura. Si potrebbe forse pensare ad una corruzione di un toponimo che oggi indica una parte di quella zona, Bau meli, "Guado del miele" (lat. mel). Ma si potrebbe trattare del passaggio inverso, vale a dire che Bau meli sia la forma corrotta di Barumeli. Pron. loc. Barumébi.

 

8.     Bentruxiu: "Avvoltoio" (lat. vulturius). La zona deve il nome alla vicinanza della localitŕ denominata Pitzu su bentruxiu. Pron. loc. S'antrúz'u.

 

9.     Bia margiani: "Strada, via della volpe". (B)ia dal lat. via e margiani, denominazione tabuistica. Si tratta di una zona che in passato era conosciuta per l'enorme presenza di volpi. Pron. loc. (B)ía mrag'âi.

 

10. Bia Pompu: "Strada, via che porta a Pompu". Pron. loc. Bía Pómpu.

 

11. Biddia: "Ghiaccio, gelo, brina". Vocabolo che potrebbe riconnettersi alla voce onomatopeica tittia (tittiria log.), usato nelle esclamazioni per esprimere la sensazione di freddo. Difficile spiegare l'origine del toponimo, forse dipende al fatto che la zona č alta e spoglia. Pron. loc. Biddía.

 

12. .Bidi: significato ed etimologia oscuri. L'accentazione esclude che possa trattarsi dell'abbreviazione di bidíle (pozza d'acqua in montagna; luogo acquitrinoso in campagna). Pron. loc. Bídi.

 

13. Bidi e Genna idi: č una localitŕ divisa fra il territorio di Bidi e di Genna idi. Da qui la sua denominazione. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

14. .Bingia beccia: "Vigna vecchia", composto da bingia (lat. vinea) e da beccia, femm. dell'italianismo becciu. Territorio sassoso che, in base alle testimonianze locali, non č mai stato coltivato. Tuttavia il fatto che si trovi all'interno di una zona che in passato era destinata a vigneti farebbe pensare che il nome tramandi un antico utilizzo del terreno come vigna, terreno successivamente abbandonato e divenuto arido o abbandonato perché arido. Pertanto con l'agg. beccia il toponimo distingueva dalle altre vigne un suolo che in origine aveva la stessa destinazione. Pron. loc. Bíng'a béc'c'a.

 

15. .Bingia manna: "Vigna grande, estesa". Manna femm. di mannu (lat. magnus). Pron. loc. Bíng'a mánna.

 

16. Bruncu cixiri: "Cima (dei) ceci". Si tratta di una piccola altura dove evidentemente vi erano dei campi di ceci. Composto da Bruncu (lat. brunchus), che propriamente significa "grugno, muso", ma per traslato, appunto, "cima", e cixiri, "cece" (lat. cicer). Pron. loc. Brúnku c'íz'iri.

 

17. Bruncu crabili: "Cima su cui si trovano recinti per le capre". Crabili, "recinto per capre" (lat. caprile). Pron. loc. Brúnku krabíli.

 

18. Bruncu s’atzargiu: "Cima dell'acciaio". Atzargiu, "acciaio" (lat. aciarium), nell'uso locale, per metonimia, indica anche la lama affilata, pertanto non sarebbe del tutto errato ipotizzare che il toponimo debba la sua origine alla forma della cima indicata. Pron. loc. Brúnku s'attsrág'u.

 

19. Bruncu su filixi: "Cima (della) felce". Probabilmente una cima con copiosa presenza di felci. Filixi, "felce", dal lat. filex. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

C  

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20. Camaseda: significato ed etimologia oscuri. Potrebbe trattarsi di un originario composto formato da canna, "canna" (lat. canna), e maseda, che letteralmente significa "mansueto, addomesticato" (lat. mansuetus), aggettivo che indicava una qualitŕ di canna facile da piegare. Non si puň in ogni caso escludere che il toponimo sia la forma corrotta di Cannaseda (vedi), nome attestato nel Somm. per una localitŕ vicina, anche se oggi sconosciuto nella toponomastica locale. Pron. loc. Kamaséda.

 

21. Campu de s'ena: il significato dipende dal valore di ena, che potrebbe essere sia "avena " (lat. avena) sia "polla, vena d'acqua (usato anche nel senso di tratto di terreno basso, acquitrinoso d'inverno e verde d'estate)" (lat. vena). Pron. loc. Kámpu de s'éna.

 

22. Canali: "Canale"; il termine puň avere vari significati: "canale, doccia, doccione (per ricevere l'acqua dai tetti)"; "valle stretta e lunga, forra" (lat. canalis). Denominazione derivata dal fatto che il territorio si presenta come un ampio canalone naturale. Pron. loc. Kanábi.

 

23. Canalis: variante di Canali.

 

24. Cananě: in questa forma non ha alcun significato. Potrebbe essere un composto formato da canna e da un'altra parola di significato non chiaro, probabilmente corrotta o abbreviata. In quest'ultimo caso si potrebbe pensare all'avv. di luogo inně, "lŕ", perciň da un originario canna inně si sarebbe giunti alla forma dell'attuale toponimo. Che la prima parte del composto sia canna non č improbabile, visto che la pronuncia odierna del toponimo č cannanně. Potrebbe appartenere a quei nomi di origine preromana e di etimologia oscura che presentano, in apparenza, la prima parte dell'eventuale composto: Canai  (Narbolia), Canaili (Luras) etc. (cfr. Paulis 1987, pag. 429). Pron. loc. Kannanní.

 

25. Cannasarai: composto da canna e da un secondo membro di significato oscuro. Testimonianze locali e documenti catastali ricordano che il terreno, circondato da canne, veniva coltivato; pertanto si potrebbe pensare ad arai, "arare" (lat. arare), come secondo termine del composto e ipotizzare all'incirca un originario Canna de arai, con riferimento a un arativo che si trovava, appunto, in una zona di canneti.   Pron. loc. Kannasarái.

 

26. Cannaseda: significato ed etimologia oscuri. Non si puň escludere che si possa trattare dell'esito finale di canna de s'eda>cann' 'e s'eda>cann' 'a s'eda (il passaggio de>'e>'a č consueto nella pronuncia locale quando de č preceduto da vocale, cfr. Foraidi). In questo caso si potrebbe pensare che l'origine del toponimo fosse dovuta alla presenza di un canneto, tuttora presente, nei pressi di un campo di bietole, eda (lat. beta). In realtŕ eda significa anche "edera" (italianismo), ma in questo contesto sembra poco probabile. Si potrebbe anche pensare a un nome composto da canna e da seda, "seta" (lat. saeta), o "biada mietuta"(lat. seges). Non č da escludersi una corruzione di Camaseda, localitŕ confinante (vedi). Oggi il toponimo č sconosciuto ai testimoni locali.

 

27. Cardasciu: "Caldaia" (lat. caldarium). La zona deve il suo nome al fatto che il corso d'acqua che la attraversa ristagna in una piccola conca naturale, che ricorda, appunto, una caldaia o un pentolone. Pron. loc. Kraddáz'u (S'arríu 'e su kraddáz'u).

 

28. Cardaxiu: variante grafica del precedente.

 

29. Carropu: "Gorgo, vortice d'acqua, pozzanghera". Vocabolo probabilmente di origine preromana. Pron. loc. Karróppu. 

 

30. Carrucciu: dim. di karru (lat. carrum), significa "carretto, carruccio (in cui si mettono i bambini per imparare a camminare" oppure "rocchetto" (dall'arag. carrucho). Testimonianze locali, confortate dai documenti catastali, ricordano che il piccolo appezzamento assomigliava nella forma proprio ad un carretto. Pron. loc. Karrúc'c'u.

 

31. Cea cuccu: composto da cea "pianura o vallata tra i fianchi di una montagna; fosso, specialmente quello in cui i carbonai accatastano la legna da bruciare per farne il carbone" (di probabile origine preromana), e da kukku "cuculo" (lat. cuculus). Altre possibili interpretazioni per kukku: "pane per cani"; "dispari"; "fiore del melograno". Cuccu potrebbe anche ricollegarsi al nome di un antico proprietario. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

32. Cerexias: plur. di cerexia"ciliegia" (lat. cerasea). Pron. loc. C'eréz'as.

 

33. Cirigu: "Ciriaco" o "Quirico"; probabilmente nome di un antico proprietario.  Pron. loc. C'írigu.

 

34. Codina manna: come per Argiola codina, il senso complessivo dipende dal significato da attribuire a codina. Le testimonianze locali e la natura del terreno fanno propendere per " vasto (manna) luogo pieno di pietre". Manna, femm. di mannu, "vasto, grande" ( lat. magnus). Pron. loc. Kodîa mánna.

 

35. Colavigus: significato ed etimologia oscuri. Si potrebbe ipotizzare l'unione di due termini originariamente distinti: Cora, "gora" (Spano, pag. 171), "solco nei campi per raccogliere l'acqua; scolatoio nel posto dove si lava; ruscello; cunetta, canaletto per le acque lungo i margini stradali" (italianismo); vigus/figus, "fico" (lat. ficus). Pertanto il toponimo in origine forse indicava un terreno simile a un canale con la presenza di alberi di fico. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

36. Corongiu de su porcu: composto da corongiu "collina, masso, sasso grosso radicato in terra, vetta di montagna" (lat. corona, sott. montium) e da porcu, "maiale" (lat. porcus). Il nome potrebbe trarre origine dalla presenza nel luogo di un masso, tuttora esistente, che poteva ricordare in qualche modo l'animale. Pron. loc. Koróng'u 'e su prókku.

 

37. Corongiu grai: "Masso pesante"; grai ,"pesante" deriva dal lat. gravis. Bisogna tuttavia rimarcare che oggi la localitŕ č ricordata come Corongiu 'e crai, che significa letteralmente "masso di chiave" (crai, "chiave", lat. clavis), nel senso di masso che funge da chiave. Pertanto si puň ipotizzare che la zona dovesse il nome alla presenza di un grosso sasso che segnasse un limite o chiudesse in qualche modo un terreno. Non č chiaro se Corongiu grai sia l'errata annotazione nel Somm. di Corongiu 'e crai oppure se il secondo sia dovuto a un fraintendimento, con relativa trasformazione fonetica, avvenuta nel corso degli anni. Pron. loc. odierna Koróng'u 'e krái/ Koróng'u 'a krái.

 

38. Corrias longas: composto da corrias, plur. di corria, "correggia; striscia di terra come misura lineare; bandelle delle porte" (lat. corrigia), e da longas, plur. da longa, "lunga"(lat. longus). Designa un territorio che si estende in lunghezza. Pron. loc. Korrías lóngas.

 

39. Corru de bois: "Corno dei buoi", composto da corru (lat. cornu) e da bois, plur. da boi (lat. bos). Probabilmente il toponimo deriva dalla presenza nella localitŕ di una qualche roccia o albero che ricordava, appunto, le corna dei buoi. Non č da escludersi che il territorio debba il suo nome alla presenza di un teschio di bue infisso sulla cima di un paletto, usato spesso per delimitera una zona e probabilmente con valore apotropaico. Pron. loc. Kórr' 'e 'óis e Kórr' 'i 'óis.

 

40. Corti baccas: variante di Sa corti de is baccas.

 

41. Coti de is baccas: identico al precedente, dato che coti/cotti č il termine volgare per corti.

 

42. Corti de s'arbuzzu: "Recinto dell'asfodelo". Composto da corte/corte, "recinto per animali", che originariamente designava un'abitazione rustica o pastorale, e in seguito passň a significare il complesso di un centro agricolo (lat. cohors), e da arbuzzu, "asfodelo" (lat. albucium). Sicuramente il toponimo trae origine dalla presenza nel luogo, ricco di asfodelo, di un recinto per animali. Che nella zona crescesse questo genere di gigliacee č testimoniato dal fatto che oggi viene ricordata come Su kámpu 'e s'abrúttsu, "il campo dell'asfodelo".

 

43. Corti porcus: "Recinto per i maiali". Per porcus vedi Corongiu de su Porcu. Pron. loc. Kótt' 'a prókkus.

 

44. Craba: "Capra" (lat. capra). Oggi conosciuto come Pába krába, nome che indica anche la conformazione del terreno (per paba vedi Pala de su Casteddu).

 

45. Cuccuru de argiola: "Sommitŕ (che si trova nel territorio denominato) S'argiola". Cuccuru (probabilmente da un base *cucca sinonimo di *cocca, cui si attribuiscono numerose formazioni neolatine) viene tradotto da Wagner con "cima di montagna", ma in una regione povera di alte cime come la Sardegna non bisogna stupirsi che tale denominazione sia riferita ad alture poco elevate come nel nostro caso. Per argiola vedi Is argiolas. Pron. loc. Kúkkuru 'e az'rňba.

 

46. Cuccuru spignau: "Sommitŕ spoglia ". Spignau č il part. pass. del verbo spinniai, lett. "spennare, togliere le penne", derivato dal sost. pinna, "penna" (lat. pinna). Naturalmente dal significato originario si č passati al traslato "senza capelli, calvo" riguardo agli esseri umani, e "privo di vegetazione, spoglio" in relazione ai luoghi. Pron. loc. Kúkkuru spinniáu.

 

47. Cumbida lua: lua, "euforbia" (lat. lues). Cumbida probabilmente corrotto, non ha alcun significato. Pron. loc. Kumbída 'e 'úa.

 

48. Cungiau argiola: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) S'argiola". Cungiau part. pass. sostantivizzato da cungiai, "chiudere" (lat. cuneare). Per argiola cfr. Is argiolas. Pron. loc. Kung'áu 'e az'rňba.

 

49. Cungiau Barbaredda: "Terreno coltivato, chiuso, (di proprietŕ) di Barbaredda" (cfr. Sa gruxi). Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

50. Cungiau bruncu cixiri: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) bruncu cixiri". Pron. loc. Kung'áu Brúnku c'íz'iri.

 

51. Cungiau Canali: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nei pressi del territorio denominato) Canali". Pron. loc. Kung'áu Kanábi.

 

52. Cungiau de is floris: si potrebbe pensare che il toponimo abbia origine dalla presenza di fiori, frori (lat. flos), nella zona. Tuttavia il fatto che la localitŕ sia adiacente a un rione del paese la cui via principale č dedicata da tempi immemorabili alla famiglia Floris, presente ad Ales giŕ dal XVII sec., induce a credere che il Cungiau in questione facesse parte dei possedimenti di questa. Pron. loc. Kung'áu 'e is Fróris.

 

53. Cungiau de urci: il termine urci č di significato oscuro; potrebbe trattarsi del cognome di un antico proprietario. Il terreno, che apparteneva alla chiesa di Santa Maria, nei registri dell'amministrazione relativi al 1827 compare con il nome di Cungiau durci, dove il secondo termine si deve intendere come probabile fraintendimento della pronuncia d'urci<de urci, a meno che l'aggettivo durci, "dolce" (lat. dulcis), non venisse usato per designare una terra fertile o facile da lavorare, uso comunque non attestato. Oggi la zona č conosciuta come Kung'áu 'e traúc'c'i, ma anche questo termine č di significato ed etimologia oscuri.

 

54. Cungiau grai: "Terreno coltivato, chiuso, difficile da lavorare". Letteralmente grai significa "pesante", ma č frequente l'uso nell'accezione "difficoltoso a …", come d'altronde il lat. gravis da cui deriva. Tuttavia, considerando la vicinanza di questo terreno con la zona denominata Corongiu grai (vedi) non č escluso che si tratti un cungiau che apparteneva originariamente alla stessa zona. L'ipotesi sarebbe confermata dal fatto che Cungiau grai oggi č denominato Cungiau crai, cosě come Corongiu grai viene chiamato Corongiu 'e crai. Pron. loc. Kung'áu krái.

 

55. Cungiau mannu: "Terreno coltivato, chiuso, di vaste dimensioni". Per mannu cfr. Codina manna. Pron. loc. Kung'áu mánnu.

 

56. Cungiau molinu: "Terreno coltivato, chiuso, (in cui si trova un) mulino". Il toponimo fa riferimento ad un mulino, di cui si č conservato il ricordo, che sfruttava l'acqua di un rio proveniente dalla localitŕ denominata Stampadroxiu. Molinu dal lat. molinum. Pron. loc. Kung'áu mobîu.

 

57. Cungiau murta: probabilmente indicava un cungiau caratterizzato dalla presenza di  piante di mirto. Murta dal lat. murta/myrta. Pron. loc. Kung'áu múrta.

 

58. Cungiau perda majori: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) Perda majori (vedi)". Pron. loc. Kung'áu Pérda majóri.

 

59. Cungiau Pubada: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) Pubada" (vedi). Pron. loc. Kung'áu Pubáda.

 

60. Cungiau sa minda: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) Sa minda (vedi). Pron. loc. Kung'áu Sa mínda.

 

61. Cungiau Santa Maria: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) Santa Maria" (vedi). Pron. loc. Kung'áu Sánta María.

 

62. Cungiau Santu Perdu: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) Santu Perdu" (vedi). Kung'áu Sántu Pédru.

 

63. Cungiau s'argiola: "Terreno coltivato, chiuso, (che si trova nel territorio denominato) S'argiola" (vedi). Pron. loc. Kung'áu S'az'róba.

 

D

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64. Diadora: nome proprio di persona; evidentemente la localitŕ prende il nome da un vecchio proprietario. Pron. loc. Diadóra.  

 

65. Donigalla: come altre localitŕ della Sardegna (Donigala Fenugheddu, Siurgus Donigala, etc.) probabilmente deriva dal termine  donnicalia, che indicava il territorio direttamente dipendente dal signore, il donnu, e che in alcuni antichi documenti (Condaghe di S. Pietro di Silki, 229,413, etc.; cfr. Paulis 1987, pag. XVIII) viene chiamato su donnicu (vedi Attonigu). Pron. loc. Donigálla.

 

  F  

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66. Facci a Bidda: probabilmente il territorio ha assunto tale denominazione dalla sua posizione a ridosso del centro abitato, appunto "di fronte, vicino al paese". Facci, (dal lat. facies, lett. "faccia"), č una locuzione avverbiale derivata da a facci>affacci. Bidda, "paese", deriva dal lat. villa. Pron. loc. Fác'c'a bídda.

 

67. Fibbiana: nome proprio di persona, probabilmente di un antico possessore. Oggi la zona č conosciuta come Fibbiâu.

 

68. Finiu: "Finito/terminato", part. pass. di finiri (lat. finire). Che abbia a che fare con il lat. finis "confine"? In questo caso potrebbe indicare un territorio che delimitava una zona. Pron. loc. Finíu

 

69. Foraidi: significato ed etimologia oscuri. Tuttavia oggi la zona viene chiamata Forraidi, facendo riferimento a delle piccole grotte naturali che venivano usate come forni di cottura per l'argilla. Se si tiene presente che la localitŕ si trova nei pressi di Bidi, allora si potrebbe supporre che Foraidi sia l'errata annotazione nel Somm. di Forraidi, a sua volta corrotto per (Su) Forr' 'a 'idi < Forru 'e 'idi < Forru 'e Bidi < Forru de Bidi, "(il) forno nei pressi di Bidi" (forru dal lat. fornus). Il passaggio de>'e>'a č consueto nella pronuncia locale quando de č preceduto da vocale, cosě come č naturale la caduta di b in posizione iniziale seguito da vocale; d'altronde fenomeni identici sono attestati per composti di cui si č certi dell'origine, per es. S'arriu de su kraddaz'u viene pronunciato sia S'arriu 'e su kraddaz'u sia S'arriu 'a su kraddaz'u; per quanto riguarda la caduta della b sia sufficiente l'esempio di Korru de bois pronunciato Korr' 'e 'ois. Pron. loc. Forraídi.  

 

70. Funtana beranu: "Fontana di primavera"; funtana, "fontana" deriva dal lat. fontana, e beranu, "primavera", dal lat. veranum (tempus). Probabilmente il territorio prende il nome da una fontana che forniva acqua solo nel periodo primaverile. Pron. loc. Funtána barâu e Funtána 'arâu.

 

71. Funtana canali: il toponimo designa un territorio che forma una sorta di canalone naturale, dove vi era una fontana. Pron. loc. Funtána kanábi.

 

72. Funtana lumu: "Fontana (dell') olmo"; lumu č una variante fonetica di ulumu, "olmo" (lat. ulmus). Il significato farebbe pensare che il territorio abbia preso il nome da una fontana che si trovava vicino a piante di olmi. Tuttavia il fatto che oggi la fontana sia ricordata come Funtána 'e allúmmiu, "Fontana dello zolfanello", con riferimento alle acque solforose, induce a credere che il Funtana lumu del Somm. sia l'errata annotazione del toponimo odierno. Allumiu č un derivato dal verbo allum(m)ai, "accendere" (dall'ital. ant. allumare).

 

73. Funtana murta: probabilmente un territorio ricco di piante di mirto in cui vi era una fontana. Per murta cfr. Cungiau murta. Pron. loc. Funtána mútta.

 

74. Funtana noa: "Fontana nuova". Noa dal lat. novus. Evidentemente una zona in cui venne scavata di recente una fontana. Pron. loc. Funtána nóa/ nóba.

 

75. Funtanas: variante di Is funtanas.

 

76. Funtanedda: "Fontanella", dim. di funtana. Vengono designate con questo nome due localitŕ distinte, una si trova nei pressi della zona Is funtanas, l'altra nel centro abitato. Pron. loc. Funtanédda.

 

G

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77. Genna idi: composto da Genna, "porta" (lat. ianua), e da un secondo termine di significato incerto; potrebbe intendersi idi, "vite, vitigno, sarmento" (lat. vitis), termine meno usato per sarmentu/sramentu. Precisamente idi indica la vite, mentre sarmentu il tralcio di vite secco, benchč poi nell'uso sia prevalso quest'ultimo anche per indicare la vite. Il termine, comunque, non viene mai usato con questa accezione nel dialetto locale. E' piů probabile che idi sia da intendersi come 'idi abbreviazione di Bidi, che č la zona confinante; pertanto Genna idi andrebbe inteso come Genna de Bidi, designando, quindi, un terreno che costituiva l'ingresso o il punto piů agevole da attraversare (genna) per arrivare alla localitŕ di nome Bidi. Pron. loc. G'énna ídi.

 

78. Genna gruxi: gruxi/kruxi, "croce" (lat. crux). Probabilmente il nome del toponimo si deve alla presenza di una croce. Pron. loc. G'énna rúz'i.

 

79. Genna retza: retza, "rete", (italianismo). Il significato complessivo del toponimo č oscuro. Se fosse corruzione di Genna arretza non cambierebbe nulla, arretza = retza. Pron. loc. G'énna réttsa.

 

80. Genna zuidina: zuidina non ha alcun significato; probabilmente č forma corrotta per zuaddina (nome con cui oggi č ricordata la zona), visto che nei registri dell'amministrazione della chiesa di Santa Maria, relativi al 1825, la localitŕ viene ricordata come Gena azzuadina, chiaro fraintendimento della pronuncia locale. Zuaddina, "nibbio, poiana, gheppio", voce onomatopeica che potrebbe nascondere un antico nome preromano. Pron. loc. G'énna tsuaddîa.

 

81. Grutta: "Grotta", (italianismo). Pron. loc. Grútta.

  

82. Grutta ziu Angelu: "La grotta (di) zio Angelo". La zona oggi viene ricordata come Grútta tsíu Áng'us, dove Angius č probabile corruzione per Angelu, visto che nell'uso locale tsiu, "zio" (rivolto anche a persone di una certa etŕ), generalmente accompagna un nome e non un cognome.

 

83. Gruxi pubada: "Croce (di) Pubada", parte del territorio denominato Pubada, dove sorge una croce. Per gruxi cfr. Genna gruxi. Pron. loc. G'rúzi Pubáda.

 

I

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84. Impera Antiogu: nome di un antico proprietario, "Pietro Antioco". Pron. loc. Impéra Antiógu.

 

85. Is arbadas: plur. da arbada, aggettivo che si riferisce generalmente alla melagrana acida, arenada arbada, e che potrebbe derivare da argu, "agro, acido" (lat. acer) oppure da arbu, "bianco"(lat. albus), con riferimento al colore. Evidentemente nella zona vi era questa varietŕ di alberi da frutto. Tuttavia questo terreno oggi viene considerato parte del vicino Is orbadas, quindi si potrebbe anche ipotizzare che arbadas sia l'errata annotazione nel Somm. di orbadas. Cfr. Is orbadas.

 

86. Is argiolas: "Le aie" (lat. areola). Pron. loc. Is az'rňbas. 

 

87. Is arrudas: "Le rute" (lat. ruta); probabilmente si trattava di un terreno ricco di ruta, una pianta erbacea con foglie aromatiche e fiori color giallo verdastro. Pron. loc. Is arrúdas.

 

88. Is baus: "I guadi"; baus plur. di bau (lat. vadum). L'origine del toponimo č confermata dalla presenza nel territorio di un corso d'acqua. Pron. loc. I' báusu.

 

89. Is contonis: plur. da contone/cantone, "cantone, angolo (di casa, di stanza, di strada)"; derivato da kantu, "canto, lato, parte" (lat. canthus). Territori che probilmente appartenevano ad un'ampia zona, di cui costituivano la parte marginale, visto che da un lato sono delimitati da un costone roccioso. Contone/cantone significa anche "pietra di costruzione di forma quadrilunga; tufo" (italianismo), pertanto si potrebbe ipotizzare che la localitŕ fosse cosě denominata per la presenza di questo materiale di costruzione. Pron. loc. Is kantôisi.

 

90. Is fogaias: plur. da fogaia "Le (pietre) focaie" (lat. tardo focaria, sost. femm. dall'agg. focarius, da focus, "focolare"). L'aggettivo generalmente č usato per designare una pietra silicea che battuta produce scintille e che veniva usata per accendere il fuoco. Tuttavia la notevole presenza nel territorio di ossidiana potrebbe far intendere che perdas fogaias venisse usato anche per designare queste rocce vulcaniche. Pron. loc. Is fogáias.

 

91. Is forciddas: "Le forche fienaie"; plur. da forcidda "forchetta; forca fienaia; triangolo dei maiali (perchč non possano passare le siepi)" dal lat. furcilla. L'origine del toponimo risale probabilmente alla presenza nella zona di una roccia, un albero o altro di forma biforcuta. Pron. loc. Is froc'c'íddas.

 

92. Is funtanas: "Le fontane" (lat. fontana). In realtŕ nella localitŕ non vi erano delle vere fontane, ma vi confluivano le acque dei crinali circostanti. Pron. loc. I' s'untâasa.

 

93. Is lostincus: "I lentischi" (lat. *lestincus per lentiscus); generalmente con questo termine viene designato il frutto del lentischio, in quanto per la pianta si usa moddittsi. Questo piccolo arbusto era molto importante nei tempi passati in quanto se ne estraeva un olio che veniva adoperato per le lampade. Oggi la zona č chiamata Sa kóra lostínkus, denominazione che fa riferimento anche alla natura del terreno. Per kora vedi Colavigus.

 

94. Is orbadas: "I vomeri dell'aratro"; plur. di orbada/arbada, (lat. albata). Il toponimo designa una zona che un tempo, a detta dei testimoni locali, terminava ad angolo e che ricordava, appunto, la forma di un aratro. A meno che non si debba leggere Is orbadas come Is arbadas (vedi). Allora l'originario arbadas, nel significato di "melagrane acide", č stato confuso con arbadas, nel significato di "vomere dell'aratro", che si dice, appunto, anche orbadas. Pron. loc. Is obrádas.

 

95. Is prazzas: "Le piazze"; plur. di prazza, "pezzo di terreno che si trova vicino alla casa; cortile; piazza" (lat. platea). In questo caso il termine designa una zona pianeggiante che ricorda vagamente i cortili delle case. Pron. loc. Is práttsas.

 

96. Is scalittas: "le scalette"; plur. di scalitta, dim. di scala, "scala; via montana scoscesa, salita in luogo erto" (lat. scala). Si tratta di un terreno, un tempo coltivato a gradoni, che si trova ai piedi di una rupe. Pron. loc. Is skabíttas, ma conosciuto anche come Is skábas.

L   

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97. Lacu sa mitza: "Lago, pozza che si trova nei pressi della sorgente"; lacus dal lat. lacus. Il toponimo designa una localitŕ che si trova in un piccolo avvallamento dove vi era una sorgente le cui acque, data la conformazione del terreno, stagnavano dando origine ad una pozza d'acqua. Sembra improbabile che il toponimo derivi dalla presenza nella zona di abbeveratoi per gli animali, laccus (derivato da un significato originario di "pozza d'acqua, pozzanghera", lat. laccus = gr. laékkov) visto che quelli di cui si conserva il ricordo furono probabilmente costruiti in tempi piů recenti. Per mitza cfr. Aritzadroxiu. Pron. loc. Lákku sa míttsa.

 

98. Lattuas: forse "Le lattughe"; plur. da lattua/lattia, "lattuga" (piuttosto italianismo che derivazione diretta dal lat. lactuca). Per essere precisi la forma lattua si usa nell'Ogliastra, mentre nella Marmilla č usuale il camp. lattia. Oggi la zona viene ricordata come Sa pesáda 'e i' láttuas, con evidente riferimento alla natura del terreno. Pesada, "ascesa, erta, salita", dal verbo pesai, lat. pe(n)sare.

 

M 

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99. Mandonis: il toponimo appartiene alle serie onomastiche di origine preromana e di etimologia oscura (cfr. Paulis 1987, p. 437). Pron. loc. Mandôis.

 

100.        Marezzi: significato ed etimologia oscura. Pron. loc. Marézzi.

 

101.        Marraconi: corrisponde a Makkarone e nella zona di Belvě, Bonorva, Sindia significa "gattice del nocciňlo" (gattice = pioppo bianco). Nella zona il termine non č usato con questo significato, ma col valore di "maccherone" (italianismo), ritenendo che il terreno, poco vasto e di forma allungata, ricordi nella sua estensione l'aspetto di questo tipo di pasta. Non si deve escludere, comunque, che il toponimo sia un nome composto da marra, "zappa, marra" (lat. marra), e da un secondo membro non identificabile o appartenere a quei nomi di origine preromana e di etimologia oscura, del tipo Marrargios (Urzulei), Marramuta (Villanovaforru), etc. (cfr. Paulis 1987, pag. 438). Pron. loc. Marrakkôi.

 

102.        Masoni crabas: "Recinto per le capre". Masoni, dal lat. ma(n)sio, significa anche "branco di bestiame minuto (pecore, capre, maiali)", ma un toponimo difficilmente avrŕ il significato di "branco di capre", in quanto č assai piů probabile che un luogo prenda il nome da una struttura stabile, per esempio un ovile, che dalla sola frequentazione del luogo da parte di un gregge. Pron. loc. Masôi krábas.

 

103.        Mercei: significato ed etimologia oscura.

 

104.        Minda coxina: composto da minda, "chiuso, riservato, vacuo nei seminati; pascolo" (lat. emendare), e da coxina, che, oltre "cucina", nel campidanese rustico indica il beverone che si dŕ alle galline ed ad altri uccelli, ai maiali e ai cavalli. Difficile ipotizzare l'origine del toponimo. Potrebbe essere corrotto per kottsina, "ciocco, ceppaia" (der. da kottsa, di etimologia discussa); in tal caso il toponimo potrebbe indicare una zona in cui si andava a prendere legna da ardere. Pron. loc. Mínda koz'ína. 

 

105.        Minda gureu: gureu č abbreviato da kardu, "cardo" (lat. carduus), gureu = beru, "vero" (lat. verus), che indica il rappresentante principale della specie. Evidentemente si trattava di una zona ricca di cardo. Pron. loc. Mínda guréu.

 

106.        Minda Pirastu: pirastu, "pero selvatico", der. da pira (lat. pira). Si tratta di una localitŕ in cui si trovavano dei peri selvatici. Pron. loc. Mínda Pirástu.

 

107.        Mitza su Tidu: tidu significa "colombaccio, piccione selvatico" (lat. titus); il toponimo ricorda la notevole presenza di colombacci nei pressi di questa sorgente. Testimoni locali confermano che nella zona, un tempo, si appostavano i cacciatori proprio per sparare ai colombacci. Per mitza cfr. Aritzadroxiu. Pron. loc. Míttsa su tídu.

 

108.        Monti Zepara: "Monte Zeppara". Č un'altura che ha lo stesso nome di un paese vicino, Zeppara appunto. Non č facile comprendere quale dei due abbia influito sull'altro. Zčppara (di origine preromana) significa sia "pianura molto sassosa" sia "collina, vetta" e puň indicare due territori morfologicamente diversi come nel nostro caso. Si potrebbe pensare, pertanto, a due toponimi indipendenti l'uno dall'altro, in considerazione anche del fatto che le localitŕ sono relativamente vicine. Tuttavia il fatto che l'altura oggi sia conosciuta come Mont' 'e Tséppara <Monti de Zeppara, "Monte di Zeppara", farebbe supporre la derivazione del toponimo dal nome del centro abitato.

 

109.        Mori de is predis: significato complessivo poco chiaro; mori, "strada di campagna, viottolo del bestiame" (lat. major, -ore); predis potrebbe intendersi come plur. di predi col significato di "prete" (lat. praebyter per presbyter), quindi il toponimo designava una zona che avrebbe preso il nome da una strada che conduceva a terreni appartenenti alla Chiesa (in quei pressi i registri catastali attestano effettivamente terre appartenenti al Seminario e al Capitolo della Cattedrale). Non si deve comunque escludere che predis sia il plur. di predi/prediu, "predio, podere, possessione" (lat. praedium), con lo stesso significato anche nella penisola Iberica. In questo caso il toponimo trarrebbe origine da una strada di campagna utilizzata per raggiungere i vari poderi. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

110.        Mori fa: fa contratto da fáa, "fava" (lat. faba). Č una localitŕ vicinissima ad una strada che forse un tempo costeggiava dei campi di fave. Se questa ipotesi č esatta allora la zona prende il nome dalla via che forse era denominata "strada delle fave". Pron. loc. Móri fa.

 

111.        Mortraxiu de s'omini: č verosimile che il luogo prenda il nome da un fatto di sangue, visto che il significato parrebbe essere "l'uccisione dell'uomo" oppure "luogo dove č stato ucciso l'uomo". Composto da mortraxiu/mortorzu, "strage, macello, uccisione; luogo dove qualcuno č stato assassinato" (der. da morri, lat. *morere) e da omini, "uomo" (lat. homo). Mortraxiu/mortorzu significa anche "carogna, bestia morta", ma unita ad omine questa accezione non pare accettabile. Pron. loc. Mortráz'u 'e s'ómini.

 

112.        Murriali: significato ed etimologia oscuri. Si potrebbe pensare a un termine simile a murrali "cavezza, musoliera", derivato da murru, "muso, grugno; labbro" (lat. murru) e per traslato anche "vetta sommitŕ", con evidente riferimento alla natura del terreno. Oppure potrebbe essere un nome di origine preromana e di etimologia oscura tipo Murreli (Fonni e Ovodda), Murruele (Austis e Meana Sardo), Murrueli (Onani) etc. (cfr. Paulis 1987, pag. 438). Pron. loc. Murriábi.

   

N

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113.        Naidioi: in questa forma non ha alcun significato; forse deriva da un originario nai de oi, letteralmente "ramo di oggi", dove nai dal lat. nave e oi dal lat. hodie. Potrebbe indicare un luogo dove si ammassavano i rami freschi tagliati di recente, forse da usare per costruire steccati o altro. Pron. loc. Naidiói.

 

114.        Narboni mannu: narbone significa "esteso (mannu) terreno dissodato che dopo la rimozione delle pietre e degli sterpi č atto all'aratura " oppure "addebbio, debbio; terreno nel quale si bruciano stoppie e sterpi" (Paulis 1987, pag. 517), di probabile origine preromana. Evidentemente si trattava di un terreno nel quale vennero fatti dei lavori perché fosse possibile l'aratura, visto che anche il Somm. lo segnala come "aratorio". Pron. loc. Narbôi mánnu.

   

O

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115.        Olinarbus: in questa forma non ha alcun significato. Si potrebbe pensare ad una corruzione di Su linnarbu "Il pioppo", ipotizzando la seguente trasformazione Su linnarbu>S'ullinarbu>S'ollinnarbu>ollinnarbus con la caduta dell'articolo e l'aggiunta di s finale per formare una sorta di plurale, ma che potrebbe anche essere semplicemente un'errata trascrizione nel Somm. (naturalmente la mancata annotazione delle doppie č un fatto naturale nei documenti scritti, vedi Cananí). Linnarbu significa letteralmente "legno" (lat. lignum) "bianco" (lat. albus), con riferimento al colore della corteccia. Il toponimo oggi č sconosciuto ai testimoni locali.

 

116.        Orchiana: potrebbe essere un nome di origine preromana e di etimologia oscura tipo Orca (Pauli; Seneghe), Orchč (Bitti), Orchi e Orchinele (Anela), etc. (Pauils 1987, pag. 441). Oggi la zona č conosciuta come Srochiâa, che corrisponde al Sorchiana attestato nei registri dell'amministrazione della chiesa di Santa Maria, relativi al 1825; ma anche questo termine č di significato ed etimologia oscuri, perciň va considerato semplicemente derivato dalla fusione fra articolo apostrofato e sostantivo: S'orchiana>Sorchiana e per metatesi Srochia(n)a; lo conferma il fatto che negli stessi registri per l'anno 1779 la localitŕ viene ricordata come Orquiana.

 

117.        Ortalizia: "Ortaggio" o "Verdura", dallo sp. hortaliza, cat. hortalissia. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

118.        Otzili: il termine propriamente significa "nuca, collottola" o "coppa" (Spanu, pag. 331). Visto che si tratta di una vallata, presumibilmente il toponimo trae origine dalla conformazione del terreno. Pron. loc. Ottsíbi.

   

P

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119.        Pala de s’arena: variante di Sa pala de s'arena (vedi).

 

120.        Pala de su Casteddu: "Pendio del Castello"; pala, "falda, pendio del monte", secondo alcuni studiosi č vocabolo di origine preromana, per altri č l'uso metaforico oggettuale del lat. pala, "pala, vanga". Pron. loc. Pába 'e su Castéddu.

 

121.        Pala pitzu: indica il pendio di un'altura; pitzu "punta, cima di montagna" e altri significati da escludersi in questo contesto (becco degli uccelli; margotta, pollone, marza), dalla radice pits- molto frequente nella lingua sarda. Pron. loc. Pába píttsu.

 

122.        Pala serra: poiché č un piccolo appezzamento di terreno adiacente al centro abitato, potrebbe trattarsi di un toponimo che deriva dal nome di un proprietario, Serra appunto, anche perché il significato di pala (falda, pendio del monte) e serra (costa di monte, crinale) č simile. A meno che il terreno indicato non facesse parte di una zona piů ampia denominata Serra o Sa serra, di cui la nostra localitŕ ne fosse il pendio o il crinale. Oggi il territorio viene ricordato come Pába Ttsérra, che potrebbe suggerire il toponimo originario, visto che ttserra significa "érpete, eczema" (tardo lat. zerna) e i testimoni locali ritenevano che la zona avesse questo nome dal tipo di vegetazione che dava al terreno l'aspetto della pelle affetta da questa malattia. Non si puň in ogni caso escludere che la denominazione attuale sia la corruzione di Pala Serra.

 

123.        Pala su casteddu: variante di Pala de su Casteddu (vedi).

 

124.        Pala suergiu: suergiu, "sughero" (albero), dal lat. subereus; significato complessivo "Pendio con querce da sughero". Pron. loc. Pába c'ruéz'u.

 

125.        Pala zudda: variante di Sa pala zudda (vedi).

 

126.        Pardu Casteddu: č la zona che si trova nei pressi del Castello e da cui prende il nome. Pardu significa "prato" (Spano, pag. 333) e poi per estensione "territorio pianeggiante" (lat. pratum). Il toponimo, attestato spesso anche nei registri dell'amministrazione della chiesa di Santa Maria, oggi viene chiamato Pédra Kastéddu, dove pedra/perda, "pietra" (lat. petra), deve intendersi con ogni probabilitŕ come una corruzione della forma originaria padru/pardu.

 

127.        Pentima: variante di pentuma, "voragine, dirupo, precipizio; caverna di cui non si vede il fondo; burrone", composto dal suffisso preromano -uma e, forse, dal tema del lat. pendere. L'origine del toponimo č confermata dalla conformazione del territorio. Pron. loc. Sa péntima.

 

128.        Perda alba: variante di Sa perda alba (vedi).

 

129.        Perda fitta: "Pietra conficcata"; denominazione, assai comune in Sardegna, che identificava quelle localitŕ in cui vi era la presenza di lastre di pietra o pietre di forma tronco conica conficcate sul terreno, probabilmente dolmen o menhir. Fitta deriva dal lat. ficta, part. perf. femm. sing. di figo, "piantare, conficcare". Pron. loc. Pédra fítta.

 

130.        Perda majori: letteralmente "Pietra maggiore", intendendo un masso di grandi dimensioni, dove quindi majori (lat. major) ha perso il valore originario di comp. di maggioranza. Nei registri dell'amministrazione della Chiesa del Rosario, relativi al 1822, la zona č chiamata Pardu majori, letteralmente "Prato maggiore" nel senso di "vasto prato ", ma non č facile capire quale sia la forma esatta neppure facendo riferimento alla natura del terreno. Nella localitŕ oggi non vi č alcun masso di grandi dimensioni, ma č comunque una zona rocciosa, pertanto non si puň escludere che Perda majori potesse indicare un territorio con "grandi pietre". Tuttavia la localitŕ in parte č pianeggiante, il che giustificherebbe anche la denominazione di Pardu, non dimenticando, inoltre, che il passaggio Pardu> Perda č attestato altre volte (cfr. Pardu Casteddu). Pron. loc. Pédra majóri.

 

131.        Perdas de fogu: "Pietre del fuoco", si trova vicino a Is fogaias, che deve intendersi, come detto, Is (perdas) fogaias ed č probabile, pertanto, che sia una variante di quest'ultimo, con la semplice sostituzione dell'aggettivo con il compl. di specificazione. Pron. loc. Pédras de fógu.

 

132.        Pira crocoidana: variante di Sa pira crocoidana (vedi).

 

133.        Pira murta: "Pera del mirto" , evidentemente nella localitŕ vi erano piante di pere nei cui pressi si trovava del mirto. Pira deriva dal lat. pira, per murta cfr. Cungiau murta. Pron. loc. Píra mútta.

 

134.        Piras: "Pere"; probabilmente il terreno prese il nome dalla presenza di peri, pertanto da intendersi abbreviato da Is piras. Non si puň comunque escludere che fosse il nome di un antico proprietario. Pron. loc. Píras.

 

135.        Pirastu: "Pero selvatico", derivato da pira. Variante di Su Pirastu (vedi).

 

136.        Pirastu(s) arbus: "Pero selvatico bianco". Arbu/arvu<albu,"bianco", dal lat. albus. Pron. loc. Pirástusrábus, con la fusione dei due termini trasformati al plurale e la metatesi ar>ra.

 

137.        Pirastu cossu: probabilmente deriva dal nome di un antico possessore, anche perché oggi la localitŕ viene chiamata Pirást' 'e cossu, dove (d)e cossu dovrŕ intendersi come compl. di specificazione possessiva, perciň la grafia corretta sarebbe Pirastu de Cossu. Se cosě non fosse, il valore complessivo dovrebbe considerarsi oscuro, visto che cossu significa "corpetto" (cat. cos); "cruna" (cat. cos); "conca, tino per bucato (di terra cotta)" (cat. cossi, arag. cocio).

 

138.        Pirastu malu: "Pero selvatico di cattiva qualitŕ". Malu dal lat. malus. Pron. loc. Pirástu máu.

 

139.        Pirastu Nigola: terreno con peri selvatici che prende il nome da un antico possessore, un certo Nicola, sicuramente un antico proprietario. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

140.        Pirastuini: significato ed etimologia oscuri; probabilmente un composto di cui il primo membro č pirastu. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

141.        Pirastus: variante al plurale di Su Pirastu.

 

142.        Piscina ludu: "Pozzanghera di fango", composto da piscina, "pozza d'acqua, pozzanghera" (lat. piscina), e da ludu, "fango, melma" (lat. lutum). Č un terreno che si trova accanto a Lacu sa mitza (vedi) e che quindi era soggetto ad allagamento. Pron. loc. Pis'îa 'e lúdu/ Pis'îa 'a 'údu.

 

143.        Piscina manna: "Pozzanghera o pozza d'acqua di vaste dimensioni". La zona si trova in un avvallamento nei pressi del Rio Barumeli ed evidentemente in determinati periodi dell'anno veniva inondata assumendo l'aspetto, appunto, di una vasta pozza d'acqua. Pron. loc. Pis'îa mánna.

 

144.        Pitzu de sa scova: variante di Su pitzu de sa scova.

 

145.        Pitzu is corongius: "Punta/cima (de)i massi"; il toponimo deriva dalle presenza di grosse pietre sulla cima di quest'altura. Per pitzu e corongius vedi rispettivamente Pala pitzu e Corongius de su porcu. Pron. loc. Pítts' 'e is koróng'us.

 

146.        Pitzu su bentruxiu: "Punta/cima (denominata) l'avvoltoio", chiara valenza metaforica del toponimo, usato per indicare una cima il cui aspetto ricordava in qualche modo il rapace. Pron. loc. Pítts' 'e s'antrúz'u.

 

147.        Pitzu teneru: " Punta/cima tenera/molle". Teneru dal lat. tener. Difficile spiegare l'origine del toponimo; potrebbe trattarsi di un riferimento alla natura argillosa del terreno. Pron. loc. Píttsu ténneru.

 

148.        Planu mandra: composto da planus "piano" (lat. planus) e da mandra, "recinto a muro o a siepe per rinchiudere il bestiame; recinto per gli animali piccoli" (lat. mandra= gr. maéndra). In realtŕ nel sardo antico mandra significava "pascolo", pertanto il toponimo indica o che nel piano vi erano dei recinti per animali o che veniva utilizzato come pascolo. L'aspetto attuale della zona fa propendere per la seconda ipotesi. Pron. loc. Práu mándara.

 

149.        Planu medau: medau significa "mandra/recinto per le pecore o le capre" (lat. metatum, part.perf. di metor, "misuro, delimito", gr. biz. mhta%ton, "casa") il piano deve il nome alla presenza di ovili, di cui si conserva tuttora il ricordo. Pron. loc. Práu madáu.

 

150.        Planu espis: etimologia poco chiara per il significato da attribuire ad espis; forse plurale da espe "vespa" (lat. vespa). In tal caso il significato potrebbe essere "Piano delle vespe", indicando probabilmente che la zona sarebbe stata infestata anticamente dalla presenza di questi insetti. Práu čspis.

 

151.        Porcaxiu: variante di Terra porcaxiu (vedi).

 

152.        Pradori: significato ed etimologia oscuri; probabilmente si deve ipotizzare una forma composta da pradu, "prato" (lat. pratum) e -ori, suffisso di origine incerta che generalmente viene usato per designare la natura del terreno o la presenza di vegetali indicati dal sostantivo di base, come Perdori (perda + ori), nei pressi del Lago di Mulargia, Filigori (filighe + ori), a Nuoro, etc. (cfr. Paulis 1983, pag. 46). Nel nostro caso il toponimo indicherebbe un terreno prativo. Non sembra probabile, invece, una forma composta da pradu e da -oriu (lat. -orius), derivata quindi da un originario *pratorius, nel senso di "terreno utilizzato come prato", non soddisfacente sul piano fonetico. Oggi la localitŕ viena ricordata come Padróriu, variante evidente della forma citata, visto che la forma padru corrisponde esattamente a pradu.

 

153.        Pubada: difficile spiegare perché la zona abbia assunto questo nome; letteralmente pubada significa "veduta momentanea, di lampo", derivato da pup(p)a. Forse potrebbe connettersi a puba, "oggetto lontano o nelle tenebre che appena si scorge" (Spano, app.), che designa, probabilmente, anche un rilievo che si staglia all'orizzonte, come lo č la nostra localitŕ per chi osserva dal paese. Pron. loc. Pubáda.

   

R 

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154.        Riu mortu: letteralmente "Fiume (ruscello, rigagnolo) morto ", composto da riu (lat. rivus) e da mortu (lat. mortuus). La localitŕ prende il nome dalla vicina presenza di un omonimo corso d'acqua che aveva questa denominazione o perché fluiva lentamente, perciň mortu = stagnante, o perché era secco per la maggior parte dell'anno, allora mortu = sterile. Pron. loc. Ríu móttu.

 

155.        Riu Narboni: territorio che prendeva il nome da un omonimo corso d'acqua che lo attraversava. Oggi sconosciuto ai testimoni locali.

 

156.        Roja de s'eda: variante di Sa roja de s'eda (vedi).

 

157.        Roja de sa pruna: variante di Sa roja de sa pruna (vedi).

 

158.        Roja fraigu: composto da roja che in camp. significa "lurzina di acqua, stroscia " e in barb. "burrone acquoso, valle acquitrinosa, torrente" (da un rogia preromano) e da fraigu,"fabbricato, edificio", derivato da fraigare, "fabbricare" (lat. fabricare). Il toponimo designa una sorta di valle acquitrinosa, roja, nei pressi della quale vi era in origine qualcosa di edificato, di cui ora si č perso le tracce. Pron. loc. Arrovráigu/ Arrovráighi, chiara corruzione dell'originaria deominazione.

 

159.        Roja fraigus: variante del precedente.

 

160.        Roja sa pruna: variante di Sa roja de sa pruna (vedi).

 

161.        Ruinalis: "Ruderi", derivato da ruina (lat. ruina). Nella localitŕ non vi č alcun rudere evidente, anche se in una zona vi č una considerevole presenza di pietre che sembrerebbero i resti di antiche costruzioni. L'odierno toponimo Is arruinábis non sembra coincidere con la zona indicata dal nostro.

   

 S

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162.        S'acqua de ou: letteralmente "L'acqua dell'uovo"; acqua dal lat. aqua, e  ou dal lat. ovum. Sconosciuto nell'attuale toponomastica.

 

163.        S'alliada: probabilmente da correggere con Sa liada. Liada, derivato da liai, "prendere, pigliare, togliere" (lat. levare), significa "solco grande per ricevere l'acqua degli altri solchi piccoli" o forse genericamente poteva indicare una sorta di canale dove confluivano le acque di un terreno. Altra possibilitŕ č che liada derivi da liai, "legare" (lat. ligare), che spesso significava "legare i covoni", e di conseguenza il nostro termine andrebbe inteso come "la legatura dei covoni". Oppure va sottinteso un altro termine di specificazione che indicava l'oggetto da legare. Toponimo sconosciuto ai testimoni locali.

 

164.        S’argiola: vedi Is argiolas.

 

165.        S'arréxini: "La radice" (lat. radicina). Pron. loc. S'arréz'i.

 

166.        S'orruargiu: "Il roveto", chiaramente la denominazione della zona deriva dalla notevole presenza di rovi. Orruargiu/arruargiu č un derivato di orrů/ arrů, "rovo" (lat. rubus). Pron. loc. S'orruárg'u.

 

167.        S’ortu is arenadas: "L'orto (del)le melagrane"; chiara l'origine del toponimo composto da ortu, "orto" (lat. hortus) e arenadas, "melagrana" (lat. granata, sott. mela). Pron. loc. S'óttu 'e is arenádas.

 

168.        S’utturu de is lacus: letteralmente "La gola delle pozze d'acqua"; si tratta di un piccolo terreno incassato che veniva allagato dalle acque dell'odierno Riu Barumeli. Utturu significa "gola; gola di montagna; viottolo stretto e incassato" (lat. guttur). Per lacus vedi Lacu sa mitza. Pron. loc. S'útturu 'e i' lákkus.

 

169.        Sa cia manna: cia non ha alcun significato. Potrebbe essere una variante di cea (di probabile origine preromana), che puň significare "pianura o vallata tra i fianchi di una montagna" o "fosso, specialmente quello in cui i carbonai accatastano la legna da bruciare per farne il carbone". In base all'aspetto del territorio, probabilmente il significato complessivo del toponimo deve intendersi come "La vasta pianura".  Pron. loc. Sa z'ía mánna.

 

170.        Sa costa de argiola: kosta significa " pendio di montagna" (lat. costa), nel nostro caso indica il crinale che delimita da un lato il territorio denominato S'argiola (vedi). Pron. loc. Sa kňsta 'e az'rňba.

 

171.        Sa costa de su casteddu: indica un pendio della localitŕ denominata Su Casteddu. Pron. loc. Sa kňsta 'e su Kastéddu.

 

172.        Sa costa matzaneda: matzaneda non ha alcun significato. Potrebbe appartenere a quei nomi tipo Matzacara (Narcao; San Giovanni Suergiu), Matzaloi (Serramanna) etc., considerati fra le serie onomastiche di probabile origine preromana e di etimologia oscura (cfr. Paulis 1987, pag. 438). La zona oggi č conosciuta come Sa kňsta de sa mattsagúda; la mattsaguda probabilmente č la lerca, (ginestra selvatica) perciň il toponimo indica un pendio con la presenza di questo arbusto. 

 

173.        Sa coti de is baccas: "Il recinto delle vacche", composto da corte/corte "recinto"(vedi Corti de s'arbuzzu) e dal plur. di bacca, "vacca" (lat. vacca). Chiara l'origine del toponimo. Pron. loc. Sa kňtt' 'a bákkas.

 

174.        Sa grutta Angelu: variante di Grutta ziu Angelu (vedi).

 

175.        Sa gruxi: "La croce" (lat. crux). Il fatto che questo territorio si trovi vicino a Sa gruxi pubada indica che entrambi facevano parte della localitŕ chiamata Pubada e che in seguito abbiano variato il nome in relazione alla presenza di una croce. Sicuramente apparteneva a Pubada anche Cungiau Barbaredda, che si trova fra Sa gruxi pubada e Sa gruxi. Pron. loc. Sa rúz'i e Sa grúz'i.

 

176.        Sa lepura: non ha alcun significato. Da connettersi a leppiri, "lepre" (lat. lepus)? In tal caso il toponimo ricorderebbe una forte presenza di questi animali nella localitŕ. Tuttavia la tradizione locale ricorda la zona come Sa pépura, di significato ed etimologia oscuri.

 

177.        Sa matzargia: significato ed etimologia oscuri. Certo č che il vocabolo indicava un luogo acquitrinoso, visto che sia nel territorio alerese sia in altri ( per es. Monastir) si riferisce a zone con pozze d'acqua nei pressi di fiumi o rii. Pron. loc. Sa mattsráz'ia.

 

178.        Sa Meliana: si tratta del laurotino o lentaggine, una pianta (Viburnum tinus L) da cui si ricava un vischio per le panie, sostanza attaccaticcia usata per catturare gli uccelli (cfr. Paulis 1992, pag. 335). Una zona, quindi, ricca di questo tipo di vegetazione. Sconosciuto nella toponomastica odierna.

 

179.        Sa merui: di significato ed etimologia oscuri. Non conosciuto dalle testimonianze locali.

 

180.        Sa minda: il vocabolo ha vari significati: "chiuso, riservato, vacuo nei seminati; pascolo" (lat. emendare). Pron. loc. Sa mínda.

 

181.        Sa mitza de is codis: "La sorgente dei ciottoli"; kodis plur. da kodi, "ciottolo, sasso" (lat. cos = cote, cioč pietra per affilare e levigare il metallo). Chiara l'origine del toponimo. Oggi viene ricordata come Sa míttsa is kňdis.

 

182.        Sa mitza morta: "La sorgente morta"; naturalmente morta (femm. di mortu, dal lat. mortuus), con il significato di inattiva. Pron. loc. Sa míttsa mótta.

 

183.        Sa pala de s’arena: si tratta di un terreno scosceso, prevalentemente formato da rocce di arenaria, che si trova ai piedi di Monti Zepara; chiara pertanto l'origine del toponimo, composto da pala "falda, pendio del monte" (vedi Pala de su Casteddu) e arena "arena, sabbia" (lat. arena). Pron. loc. Sa páb' 'e s'aręa.

 

184.        Sa pala de s’ilixi: il toponimo, scomparso nella toponomastica odierna, designava un pendio in origine coperto di lecci; ilixi,"leccio", dal lat. ilex.  

 

185.        Sa pala zudda: nel dialetto locale il vocabolo zudda designa la "sulla" (lat. sulla), una leguminosa che spesso forma distese di prati. L'origine del toponimo č chiarissima, in quanto la localitŕ cosě denominata č un pendio di Monti Zepara che ancora presenta questo tipo di vegetazione. Pron. loc. Pába ttsúdda.  

   

186.        Sa perda alba: "La pietra bianca"; perda dal lat. petra e alba femm. di albu>arbu/arvu (lat. albus). Oggi il luogo viene chiamato Sa pedrába, con evidente crasi fra sostantivo e aggettivo.

 

187.        Sa pira crocoidana: il vocabolo crocoidana probabilmente deve essere inteso come aggettivo derivato da un *crocoida<croccoiga variante di croccoriga "zucca da zucchini" (dal lat. *cucurbicla, cucurbitula); evidentemente si tratta di una qualitŕ di pere (lat. pira) che nell'aspetto ricorda le zucchine. Toponimo oggi sconosciuto ai testimoni locali, ma attestato giŕ dal 1779, anno in cui compare fra le terre appartenenti alla chiesa di Santa Maria nei registri della relativa amministrazione.

 

188.        Sa roja de s'eda: il toponimo designa una sorta di valle acquitrinosa, roja (vedi Roja fraigu), vicino alla quale vi sono delle rocce che un tempo erano, e in parte lo sono ancora, ricoperte di edera. Eda, "edera", č un italianismo. Oggi la localitŕ č chiamata Sa rossčda, evidente crasi dei vocaboli originari.

 

189.        Sa roja de sa pruna: pruna, "prugna, susina" (*pruna, lat. class. prunum). In base a quanto detto per il precedente, il toponimo indica una sorta di valle acquitrinosa nei pressi della quale vi erano dei susini. Pron. loc. Sa róya 'e sa prűa.

 

190.        Sa roja manna: da intendersi come "Il vasto (manna) avvallamento acquitrinoso". Il significato del toponimo č confermato dalla conformazione del territorio, che si trova nei pressi Funtana Espis. Pron. loc. Sa róya mánna.

 

191.        Sa sedda de otzili: "L'avvallamento (a forma di sella) che si trova nel territorio di Otzili" (vedi). Sedda letteralmente significa "sella" (lat. sella). Pron. loc. Sa sčdd' 'a Ottsíbi.

 

192.        Sa sedda matzargia: "L'avvallamento (a forma di sella) che si trova nel territorio Sa matzargia" (vedi). Pron. loc. Sa sčdda mattsráz'ia.

 

193.        Sa serra: "La costa di monte " o "Il crinale"; in realtŕ il significato originario č "sega" (lat. serra), poi per analogia il termine venne esteso a una catena di monti frastagliata. Cfr. il lombardo Resegone (Manzoni, Pr. Sposi cap. I) e il greco priéwn (Polibio I 85.7). Pron. loc. Sa sčrra.

 

194.        Santa Maria: "Santa Maria"; localitŕ che prende il nome dall'omonima chiesa. Pron. loc. Sánta María.

 

195.        Santu Cirigu: "San Quirico"; zona che deve il suo nome alla presenza di una chiesa, di cui ora rimane solo qualche resto, dedicata al Santo. Pron. loc. Sántu Sírigu (cfr appendice).

 

196.        Santu Perdu: "San Pietro". Nella zona non vi č traccia di alcun edificio di culto, quindi č lecito supporre che il nome della localitŕ ne ricordi l'appartenenza al Capitolo della Cattedrale, dedicata a San Pietro apostolo. Pron. loc. Sántu Pédru.

 

197.        Santu Sebastianu: "San Sebastiano". Il nome ricorda che il terreno faceva parte dei terreni appartenenti alla chiesa di San Sebastiano. Pron. loc. Sántu Srabastiâu.

 

198.        Scesa: con questo termine il dialetto locale indica un terreno fertile, Sa tčrra s'ésa. Etimologia oscura. Forse da s'erada, part. pass. di s'erai, contratto da s'eberai, "scegliere" (lat. seperare), quindi terra scelta nel senso di buona per coltivare, cioč fertile.

 

199.        Sciusciau: letteralmente significa "sfasciato, rovinato, diroccato, rovesciato, fatto cadere a terra", part. pass. di sciusciai, probabile italianismo. Oggi la localitŕ č nota come Su s'us'áu. Probabilmente il termine deve avere lo stesso significato del sost. deverbale s'us'u, che significa "precipizio, dirupo"; la conformazione del territorio conferma questa ipotesi.

 

200.        Sedda orrolis: "Avvallamento con presenza di querce". Chiara l'origine del toponimo: orrolis, "quercia/rovere", deriva dal lat. robur; per sedda, "sella", vedi Sa sedda de otzili. I locali chiamano la zona Sčdd' 'e arróbis(i), dove arrobis é variante di orrobis, con i finale paragogica.

 

201.        Serra carboni: per serra vedi Sa serra; carboni, "carbone" (lat. carbo). Il toponimo puň essere spiegato in vari modi. Potrebbe trattarsi di un crinale (serra) di colore scuro che ricorda appunto il carbone oppure indicare che nella zona ve ne era un qualche giacimento. Non si puň escludere, inoltre, che nel luogo si facesse il carbone. Dai testimoni locali la zona č conosciuta come Tčrra krabôi (con terra da intendersi come probabile trasformazione dell'originario Serra) il che fa pensare alla verosimiglianza della prima ipotesi.

 

202.        Serra mendula: il toponimo indicava un crinale con mandorli, piante in parte ancora presenti nella localitŕ. Mendula, "mandorla", dal lat. amyndala per amigdala. Per serra vedi Sa serra. Nel dialetto locale Sčrra méndua.

 

203.        Serra mendulas: variante del precedente.

 

204.        Sessinargiu: in questa forma significato ed etimologia oscuri potrebbe essere corrotto per sessini argiu, dove il primo termine indica il cyperus longus l, una specie di giunco utilizzato per fabbricare stuoie (cfr. Paulis 1992, pag. 21 e 449), mentre il secondo sarebbe da connettere a un espressione usata nel Campidano, bascus argius, che indica un terreno umido in superficie, ma secco all'interno (lat. pascuum varium). Se cosi fosse si potrebbe giungere alla conclusione che il toponimo indicasse una terreno con le caratteristiche del bascus arg'us dove cresceva questa qualitŕ di giunco. Ad Ales la localitŕ č conosciuta come Sassinŕrg'u, ugualmente di significato ed etimologia oscuri.

 

205.        Siliqua: il toponimo trae origine dalla presenza nella zona di un arbusto a fiori gialli, l'anagiride o laburno fetido (Anagyris foetida L), che nel dialetto locale viene denominato sibiqua (lat. siliqua) per la sua somiglianza al carrubo (cfr. Paulis 1992, p.293). Oggi la localitŕ viene ricordata con il plurale del vocabolo: Is sibíkwas.

 

206.        Spendula: la zona prende il nome dall'omonima cascata, Sa spéndula appunto. Spendula significa "cascata d'acqua, burrone" (lat. ex-pendula).

 

207.        Stampadroxiu: composto da stampu, "buco, foro" e dal suffisso droxiu (lat. -torius). Nel dialetto locale ha un significato affine a mitzadroxiu, "sorgente, polla d'acqua" (vedi Arritzadroxiu) quindi potrebbe intendersi come "Foro da cui sgorga l'acqua". Pron. loc. Stampadróz'u.

 

208.        Su bassu Taci: di non facile interpretazione. Bassu, variante di basciu, "basso" (lat. bassus); Taci non ha alcun significato, a meno che non lo si intenda come corrotto per taccinu (tác'c'inu), "rigagnolo; forra, fessura di montagna", di probabile origine preromana. Pertanto il toponimo potrebbe essere interpretato in vari modi, se si tiene conto che bassu puň assumere anche il significato di basciura, "depressione del suolo". Quindi potrebbe trattarsi di una zona che deve il suo nome o un rigagnolo che si trova in una depressione del terreno (piuttosto che di acqua bassa) o a una forra che si trova in basso. Non si puň escludere che bassu sia corrotto per passu, "passo" (lat. passus); in tal caso il nome della localitŕ sarebbe derivato da una sorta di sentiero che passava nei pressi di un rigagnolo o in una fessura del monte. Č un toponimo non conosciuto ad Ales. La T di Taci va intesa minuscola come in Su bessu taci, a meno che non si tratti di un nome di persona.

 

209.        Su Bau: "Il guado" (lat. vadum). Oggi la zona č ricordata come Suáu da intendersi piů come derivato da Su 'au, con il "colpo di glottide " che sostituisce la b intervocalica, che come part. pass. del verbo suai, "soffiare, fischiettare" (lat. *subilare per sibilare). La conformazione del territorio e la presenza del Riu Canali confermano la validitŕ di quest'ipotesi.

 

210.        Su bessu taci: variante di Su bassu Taci. Bessu non ha alcun significato.

 

211.        Su campu de s’ecca: " Il campo del cancello"; evidentemente si trattava di un podere chiuso, da un cancello, visto che ecca propriamente designa il "cancello dei poderi rustici" (lat. iacca). Campu dal lat. campus. Pron. loc. Su kámpu 'e s'čkka.

 

212.        Su Casteddu: "Il Castello", č la zona su cui sorge il Castello di Barumeli, appartenuto a Donna Violante Carroz, Marchesa di Quirra. Propriamente Casteddu deriva dal lat. castellum. Pron. loc. Su Kastéddu.

 

213.        Su cuassoli: in questa forma significato ed etimologia oscuri. Potrebbe essere la trascrizione imprecisa del composto Su cu a soli, dove cu, "culo" (lat. culus), va inteso nel significato traslato di "parte posteriore" e soli normalmente "sole" (lat. sol); pertanto il toponimo indicherebbe in origine la parte di un rilievo o di un'altura poco illuminata dalla luce del sole per gran parte del giorno. La posizione della zona conferma questa interpretazione. Pron. loc. Su kuassňbi.

 

214.        Su entosu: "Il ventoso" (lat. ventosus). Č la facciata di un'altura battuta in modo particolare dai venti. Pron. loc. Su éntosu.

 

215.        Su paris de is gruttas: "La pianura delle grotte"; si tratta di un terreno pianeggiante al di sotto della quale si trovano delle grotte. Paris č derivato dalla omofona forma avverbiale paris,"insieme", che rispecchia l'ablativo lat. pari + -s avverbiale. Gruttas č il plur. di grutta, "grotta", italianismo. Pron. loc. Su pári 'e is grúttas.

 

216.        Su pezzu mannu: "Il vasto appezzamento (di terreno)". Evidentemente il toponimo in origine indicava un vasto territorio. Pettsu č un italianismo (lat. *pettia). Pron. loc. Su péttsu mánnu.

 

217.        Su Pirastu: "Il pero selvatico"; pirastu č un derivato di pira (lat. pira). Pron. loc. Su pirástu.

 

218.        Su pitzu de is congius: puň avere diversi significati dipendentemente del valore da attribuire a congius, che significa sia "vaso di terracotta; misura di liquidi" (lat. congius) sia "cavicchia" specialmente "la bietta dell'aratro, un pezzo di legno a forma di cuneo che rincalza il perno" (lat. cuneus per conus). Pertanto o si intende una cima di un'altura (pitzu) dove furono rinvenuti vasi o cocci di terracotta, oppure si tratta di una cima che ricorda la forma a cuneo della bietta dell'aratro. Non č improbabile, comunque, che sia un toponimo originato dalla confusione con Pitzu is corongius (vedi), corongius>congius, che designa terreni appartenenti alla stessa zona; ne sarebbe una conferma il fatto che oggi solo quest'ultimo viene ricordato dai testimoni locali. Per pitzu vedi Pala pitzu.

 

219.        Su pitzu de sa scova: "Punta/cima della scopa"; con tutta probabilitŕ il toponimo deve la sua origine al fatto che la cima indicata venisse ritenuta simile a una scopa, scova (lat. scopa). Pron. loc. Su píttsu 'e sa skňva.

 

220.        Su planu: "Il piano", planu/pranu dal lat. planus. Vasta zona pianeggiante oggi ricordata con ulteriori toponimi. Pron. loc. Su pránu o Su prâu .

 

221.        Su quassoli: variante di Su cuassoli (vedi).

 

222.        Su riu narboni: variante di Riu Narboni(vedi).

 

223.        Su seddaiu: letteralmente "Il sellaio", derivato da sedda, "sella", ma nel dialetto locale assume lo stesso significato del vocabolo da cui ha origine, perciň va inteso come "avvallamento del terreno (a forma di sella)". La conformazione del territorio ne conferma il significato. Pron. loc. Su seddáyu.

   

T 

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224.        Telluraxi: zona conosciuta oggi come Telloráz'i, che significa "strato lapidoso (roccioso) che sembra lastricato dalla natura", derivato da tella, italianismo da "teglia". Telluraxi probabilmente č un'annotazione imprecisa del Somm..

 

225.        Terra facci alba: probabilmente da intendere come "Terra dall'aspetto bianco", in riferimento al terreno costituito da rocce di colore chiaro. Terra, naturalmente "terra", dal lat. terra; facci letteralmente significa "faccia" (lat. facies). Per l'etimologia di alba vedi Sa perda alba. Pron. loc. Térra fác'c'i ába.

 

226.        Terra Maria: "Terra (di) Maria", localitŕ che prende il nome da un antico proprietario, una certa Maria. Pron. loc. Térra María.

 

227.        Terra porcaxiu: "Terra (del) porcaro "; porcaxiu dal lat. porcarius. Forse con porcaxiu si puň intendere anche akkor' 'e prokkus, "porcili"; anche in questo caso sarebbe chiara l'origine del toponimo. Pron. loc. Térra prokkáz'u.

 

228.        Tirias: plur. di tiría, "specie di citiso o ginestra spinosa" (di probabile origine preromana). Ancora oggi č attestata la presenza di questa varietŕ botanica. Pron. loc. Tirías.

 

229.        Tuppa de s'axina: "La macchia dell'uva"; si trattava di una zona incolta, ricoperta da piante arbustive, nei pressi di vigneti. Oggi, in parte, presenta il medesimo aspetto. Tuppa deriva da una radice tup(p)- , tip(p); axina dal lat. acina. Pron. loc. Túppa de s'áz'ia.

 

230.        Turatzu: il termine, di etimologia oscura, puň avere significati diversi, ma tutti si riferiscono a una forma tondeggiante e allungata (cannello, bocciuolo -tratto della canna fra un nodo e l'altro; cartoccio, rotolo, qualsiasi pezzo tondo, mattarello, spianatoio, pannocchia del granturco senza le foglie). Č presumibile, quindi, che il toponimo tragga origine da uno spuntone roccioso di forma troncoconica presente nella zona. Non si puň escludere, comunque, che il termine  designi qualcosa di tendente al nero, presupponendo una derivazione da una forma del tipo *atraceus, appartenente alla stessa radice di tura, "nerezza" (lat. *atrura), come nieddatzu, "nericcio", deriva da nieddu, "nero" (lat. nigellus, dim. di niger), entrambi formati con il suffisso - attsu (lat. -aceus). In tal caso il toponimo trarrebbe origine dal colore, scuro, del terreno. Pron. loc. Turáttsu.

 

Santu Cirigu (San Ciriaco)

 

Nella localitŕ denominata Santu Cirigu,  nella strada provinciale che attualmente collega Ales con Curcuris,  esisteva in antichitŕ una chiesetta dedicata al Santo.   Ancora oggi sono presenti, in agro di Curcuris, una sorgente ed una pietra lavorata che ricordano il luogo di culto. Infatti, col passare degli anni, la chiesetta in stato di abbandono si  trasformň progressivamente in un rudere, nonostante  conservasse ancora il campanile con le campane e al suo interno la statua di San Ciriaco. La leggenda narra   che gli abitanti di Zeppara, vedendo l’incuria degli abitanti di Curcuris, decisero di organizzare una spedizione notturna per trafugare gli ultimi arredi presenti. In breve tempo caricarono sul carro le campane e la statua del Santo. Nel momento della partenza i buoi, pur sottoposti a continue percosse, non vollero sapere di muoversi in direzione di Zeppara, ma con grande sorpresa si diressero verso Curcuris. Ci vollero diverse ore per invertire la marcia. Ancora oggi alcuni anziani raccontano con orgoglio l’avventura dei loro avi, le cui gesta vengono ricordate giornalmente dai rintocchi delle campane di San Ciriaco che tutt'ora svettano dal campanile della chiesa di Zeppara, che conserva gelosamente l’antica statua di “Santu Cirigu”

Testimonianza del Signor Carlino Manias

 

Abbreviazioni

agg. = aggettivo

ant. = antico

arag. = aragonese

avv. = avverbio

barb. = barbaricino

biz. = bizantino

camp. = campidanese

cat. = catalano

comp. = comparativo

compl. =  complemento

cfr. = confronta

der. = derivato

dim. = diminutivo

femm. = femminile

gr. = greco

ital. = italiano

lat. = latino

lett. = letteralmente

loc. = locale

log. = logudorese

masch. = maschile

part. = participio

pass. = passato

perf. = perfetto

plur. = plurale

pron. = pronuncia

rum. = rumeno

sing. = singolare

sost. = sostantivo

sott. = sottinteso

sp. = spagnolo

* indica una forma ricostruita o presupposta e non tramandata

> "passa a "

< "proviene da"

Paulis 1987 = G. Paulis, I nomi di luogo della Sardegna, I, Cagliari 1987.

Paulis 1992 = G. Paulis, I nomi popolari delle piante in Sardegna, Sassari 1992.

Spano = G. Spano, Vocabolario sardo-italiano e italiano-sardo, Cagliari 1851-1852.


 

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